filippo da piccino

Traversata Oceanica in barca a vela: i pensieri intimi di un viaggio prossimo

filippo da piccino

Una traversata oceanica, un viaggio intimo che diventerà di dominio pubblico

Non credo ci sia da stupirsi se nella società della privacy “0”, in cui tutto diventa pubblico, in cui tutti pensiamo che quello che facciamo sia di interesse per il resto della popolazione mondiale, facendo leva sull’innata propensione umana a farsi i cazzi altrui, un viaggio intimo, personale, estremo, diventi di pubblico dominio. Sensazioni, emozioni, paure, momenti ingloriosi, il tutto viene costantemente infilato nel grande teatrino del reality, della voglia di verità e di realtà autentica, nel tentativo di sfamare quell’avido e innato appetito umano che altro non può essere saziato se non mostrando le debolezze di altre persone. Quelle stesse debolezze che molti di noi abbiamo ma che aspettiamo che qualcun altro le palesi per seguire il flusso e alzare la mano “anche a me succede così”. Ecco quindi che questa traversata oceanica non può che iniziare con alcuni dei miei pensieri (tutti non li avrete mai e probabilmente nemmeno vi interessano) resi pubblici. Per coerenza, per mancanza di ipocrisia, se questo progetto dovesse diventare realtà non ci sarebbe niente da nascondere, la totale genuinità della cosa dovrà venir fuori, prepotentemente, a rischio di far diventare il tutto poco televisivo, poco interessante… Dovrà essere così.

Partiamo dal progetto appunto, “Save the Nerd – La traversata oceanica che disintossicherà un Nerd”, un viaggio quasi estremo, una barca a vela, un intero oceano da attraversare (l’Atlantico, appunto), partendo da Saint Martin (Caraibi), passando dalle Azzorre e da Gibilterra, sbarcando prima a Caprera per poi chiudere a Viareggio. Uno di quei luoghi che un toscano conosce bene perché, nel bene e nel male, che gli sia piaciuto o che l’abbia odiato, non può non esserci stato. Non sono mai stato in una barca a vela, non ho mai avuto esperienze di questo genere, al massimo da piccolo mi sono messo sopra un coccodrillo gonfiabile, uno di quelli per cui sei pronto a stressare i tuoi genitori affinché te lo comprino e che dopo 1 mese finisce tristemente nel garage a prendere polvere. Ero sul lago di Vico, nel Lazio, eravamo a fare una di quelle scampagnate in famiglia, di qualche giorno, che inizierai ad apprezzare quando si avranno dei bambini, ma non da bambini. Io ed il mio fantastico coccodrillo verde, gonfiato grazie ai polpacci del Babbo e ad una pompetta di gomma. Qualche metro, a caso, barcollante, poi l’acqua… Fredda e probabilmente troppo lacustre. Qui si chiude la mia esperienza in solitaria su una superficie che avrebbe dovuto mantenermi sull’acqua. Ok, in realtà ho avuto la fortuna di prendere traghetti, gommoni e forse una volta a Cuba, sono salito anche su una barcarola. Eppure la differenza con il coccodrillo gonfiabile è evidente poiché io, con il coccodrillo, avevo un obiettivo. Una piccola isola a poche centinaia di metri dalla riva del lago, non lo sapeva nessuno, ero solo, un bambino che era abilmente riuscito a sfuggire al controllo dei genitori per tentare un’insana avventura, fallita miseramente dopo pochi metri. Nessuno l’avrebbe mai saputo, anche perché dopo essermi cappottato sono tornato velocemente tra i giunchi, col cuore che mi batteva, in mezzo a tutte quelle libellule e cavallette di cui avrei iniziato a schifarmi in età semi adulta. Eccola qua la differenza rispetto a gommoni, yacht, traghetti e barcarole. L’avventura, l’andar da solo, avere un obiettivo folle, o quasi.

Se facciamo un buon lavoro, se Stefano, il nostro videomaker, farà un ottimo lavoro (non ti voglio mettere pressione Ste’… Credo), probabilmente nella prossima stagione televisiva ci saremo anche noi con Save the Nerd. Con il nostro programma televisivo, autori e protagonisti, tutti e 4 (Lorenzo, Stefano, Valerio e Filippo), tutti a mettersi in gioco con un solo colpo da sparare, perché non siamo ne attori ne autori, siamo solo avventurieri improvvisati, con l’entusiasmo di chi ha sempre sognato e che aspettava il momento giusto per provarci. Provare a fare cosa? Fare qualcosa che possa interessare, far pensare, far sognare qualcun altro. Ne più ne meno. Non abbiamo paura di essere arroganti, poiché il risultato lo deciderete solo e soltanto voi, che forse ci seguirete in televisione (a proposito, spero vi piaccia Laeffe) e che giudicherete il nostro tentativo di farvi pensare, sognare e riflettere.

traversata oceanica

Hai paura Filippo?

Me lo chiedono in tantissimi, io rispondo sempre con un laconico “noncipenso” (parrebbe un hashtag, #noncipenso) in realtà ho paura, moltissima paura che questa nuove vita, presa in prestito al mio spirito di avventura, i piaccia più di quella precedente. Nonostante sia mia intenzione riappropriarmi di un equilibrio ormai perso, lungi dal me da passare da un estremo ad un altro. I miei timori più grossi vanno attualmente a Lotrek e ai miei favolosi colleghi/soci. Persone in grado di stringere i denti, di lavorare come di rado si vede lavorare, solo per continuare a sperare in un futuro sempre molto incerto ma sicuramente piacevole. Ecco! La mia paura è quella di staccarmi dalla situazione conosciuta, fatta crescere, una situazione propria, dettata da ritmi più o meno scanditi e prestabiliti. Chissà se sconfiggerò la routine, chissà se avrei veramente voluta sconfiggerla

Ma qual è l’obiettivo?

Molto semplice, noi facciamo questa traversata per far capire alla gente che un equilibrio con la tecnologia è possibile, sicuramente usando un’avventura estrema sarà tutto più godibile e interessante, speriamo.

Cosa penso di trovare?

Un pezzo di me stesso, quel pezzo che ho perso quella mattina nello specchio (vedi foto in alto). Risucchiato dai misteri del vetro e quasi mai più rilasciato. In più se il progetto andasse bene… Beh, chissà. Magari mi ritroverò a fare l’autore di format televisivi patetici…

Ormai mancano veramente poche ore, sono riuscito ad annoiarvi con una palla di pensieri quasi immonda e adesso altro non mi rimane che ringraziare un sacco di persone che mi hanno sostenuto e mi continueranno a sostenere anche nel mezzo dell’Oceano (te compresa mia cara).

Alla fine, proviamoci! Male che vada affogo,

See u soon.

(tra un mese! Si torna i primi di Giugno 2014!)

Link utili e seri:

Sito Web: www.savethenerd.it

Pagina Facebook: www.facebook.com/savethenerd

Crowdfunding Indiegogo (Donate perché sennò non ce la facciamo a fare un docu-reality serio): www.indiegogo.com/projects/save-the-nerd