Day 7 – Edimburgo Fringe Festival 2013 e gli ultimi colpi

fringe edimburgo festival

“E vai di malinconia con l’Edimburgo Fringe Festival 2013”

Lo so io, lo sapete voi, lo sanno i gabbiani e forse lo sanno anche persone a cui non interessa. È il mio ultimo giorno di Scozia. Capita molte volte che, quando si è in viaggio, faccia capolino, affiori timidamente la voglia di tornare a casa, proprio a causa di quella strana voglia di routine e di cose di tutti giorni di cui abbiamo parlato nei giorni scorsi. Accade altresì di finire con l’abituarsi (chi più velocemente chi meno) alla nuova condizione. Ecco così che nasce la malinconia d’abbandono, un lieve strato di tristezza e uggia che ricopre ogni piccolo lembo di pelle, occhi e capelli. Un avvolgente e leggiadro abbraccio di malinconia che sparisce a causa di un sorriso ma ritorna poco dopo senza preavviso. Non è per niente facile per me descrivere questa sensazione che, sono sicuro, sia comune a molti di voi, lascio il compito ingombrante di descrivere le sensazioni e farle comprendere a tutti, ai poeti. Io torno a fare quello che so fare quasi meglio, scrivere di cose che vedo con i miei occhi straniti e surreali.

Mi alzo la mattina alle 11.34. Torno a dormire. Mi risveglio dopo quelle che credo essere 2 ore… Sono le 11.34. Ritorno paurosamente a dormire. Inizia a farmi male la testa dal troppo dormire, controllo l’orologio, sono le 11.34. Sogno di essere una persona molto stupida, il sogno si realizza in realtà, proprio come nelle favole, quando mi ricordo di avere l’orologio bloccato da 1 settimana alla 11.34. Esco dall’ostello alle 17.00 mi sento un coglione, un coglione spavaldo.

kolar commediante russo

Al mio timido risveglio mi ritrovo l’antipatico Kolar che spippola sul suo portatile. Mi guarda, sorride e dice in un italiano-russo-mafioso-inglesizzato “Buongiorno Principesso”. Con una singola ,tra l’altro squallida, frase mi fa capire che è simpatico. Mi libero dal pregiudizio del russo e lo ascolto, giusto per riprendermi dalla mega e inutile dormita. Kolar è un commediante russo di 32 anni, ha girato moltissimo nella sua vita, conosce 4 lingue (Portoghese, Spagnolo, Inglese e Francese) oltre al Russo, mi dichiara che non imparerà mai l’italiano perché non vuole rovinarlo. Kolar fa il commediante, scherza sempre, anche quando è serio. Kolar è astemio ma fuma molta marijuana. Kolar fumava molta marijuana prima che iniziasse a scordarsi il suo nome, ora ha detto che fuma molto meno. Kolar ha un aspetto da piccolo lord burlone, riga dei capelli perfetti, sguardo tagliente e freddo, andatura composta e silenzi furbi. Kolar fa molto ridere e io ammetto candidamente che il primo giorno l’avevo inquadrato male. Kolar sapeva questo e mi dice che è normale e che sta a lui far vedere quanto è simpatico, è un po’ il suo lavoro. Kolar mi ha stancato, dopo 20 minuti in cui mi raccontava di tutti i suoi spettacoli, ed io, con una mossa birichina “vado a pisciare sennò la faccio qui“, scappo dalla camera e mi dirigo al pub dell’ostello dove sta per iniziare l’ennesimo concertino pomeridiano.

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ostello caledonian edimburgo

Mi tiro su con una birra tremenda, al sapore di caramella dolce e di mela dolce, una disgrazia di birra. Ho in bocca talmente tanto zucchero birroso che abbandono il concerto e decido di conquistare quel che rimane del Fringe Festival di Edimburgo 2013. Inizio a correre per strada, mi piace tantissimo correre per strada. Alla prima fitta alla milza mi fermo davanti a delle scalette dietro una chiesa (dove ieri mangiavano sulle tombe). Scopro che c’è una specie di mercatino dei designer, sono minimamente curioso di questa cosa e mi addentro tra tende e creazioni posticce. Niente di particolarmente interessante, salvo qualche pecora grassa con i capelli (strani peluche) e lo stand di questa ragazza che crea le sue opere utilizzando solo e soltanto il cartone (non la cartapesta!).

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Solitamente quando viaggio non compro niente tranne mini boccette di alcool del luogo, un adesivo per frigorifero (mamma), un sottobicchiere (zio) e qualche spicciolo che colleziono. Questa ragazza però mi colpisce, le sue opere sono simpatiche quanto coerenti. Mi immagino le ore di lavoro passate a progettare, studiare e poi realizzare le sue opere. La sento molto vicino, affine. Decido di comprare la maglietta che vedete appesa (non era in vendita) con tutte le sue opere disegnate. Me la mette 12£ accetto senza trattare e la aggiungo su twitter perché merita: Waste of Paint Website. Sono contento dell’acquisto e di aver fatto dei sentiti complimenti alla designer che credo li gradisca quasi al pari della moneta. Esco trottolando dal mercatino e punto il Fringe Festival. Mentre mi avvicino alla Old Town di Edimburgo, sento di essermi dimenticato qualcosa, in particolar modo la mia pancia mi da evidenti segnali di mostruosa fame. Mi guardo intorno e scopro con profondo rammarico che esiste un unico luogo dove potrei mangiare nell’immediato.

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Mi rifiuto. Sbavo. Ringhio. Abbaio. Ma mi rifiuto. Io, piede lì dentro non ce lo metto, il mio personalissimo decimo “Bella Italia” in Scozia. Niente da fare: digiuno!

Finisco di mangiare la mia pizzetta secca, disgustato e sconfitto. Il Fringe Festival mi tira un po’ su il morale.

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Moltissime persone, moltissimi colori. Un amore per il teatro, i drammi, la commedia che purtroppo in Italia manca. Americani ed Anglosassoni tra tutti, secondo la mia esperienza, hanno una passione sfrenata per il teatro che viene visto più come forma di intrattenimento commerciale che come arte. Sicuramente, rispetto alla nostra stantia concezione, il mercato del teatro è più florido e quindi pieno di boiate e di pubblicità che, come i film al cinema, colorano tutta Edimburgo. Un approccio interessante al teatro, molto d’effetto che rischia di mettere meno in risalto il valore dell’opera teatrale ma che finisce, alla fine, per far girare quei soldi tanto necessari alla sopravvivenza di questa nobile arte. In Italia, lo sappiamo, non è così. (Non è mai così). Continuo a percorrere, deliziato, la via del Fringe (Bank Street) dove mi imbatto continuamente in piccoli “Movie” Trailer.

Delle anteprime dello spettacolo, recitate direttamente in strada dai veri attori, che così facendo, sperando di incuriosire il potenziale spettatore. La maggior parte degli spettacoli del Fringe sono gratuiti o costano comunque poche sterline. Si svolgono prevalentemente dentro localini, ristoranti e pub della zona attraversata dalla strada del Fringe, nella Old Town di Edimburgo.

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fringe festival edimburgo 2013

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Entro in un’ennesima piccola chiesa evidentemente sconsacrata, ascolto un po’ di pessima musica ed esco per completare il giro. Sono le 19.00, il sole è ancora alto e nascosto e io mi faccio deliziare per l’ennesima volta da una stradina vergine, nessun segno di violenza da parte della folla sorridente. Prendo la stradina e mi ritrovo in una piazza che inizialmente mi ricorda un ghetto. Sono sempre più convinto che si tratti di un ghetto. So che a Edimburgo non hanno fatto ghetti, ma questo è un dannato ghetto.

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Sono solo, pioviscola, sto abbastanza bene. Mi trovo a mio agio nei ghetti immacolati. Mi lascio alle spalle i teaser dei commedianti e gli urletti di felicità di turisti e avventori e mi incammino verso l’uscita del ghetto. Questa volta mi sento fortunato, sono su una specie di marciapiede rialzato, poco sopra Grassmarket Street e davanti a me ho l’opportunità per fare una di quelle foto che risulteranno tra le mie preferite.

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Il mio livello di soddisfazione aumenta e con esso il pensiero del ritorno a casa che si fa sempre più ingombrante, percepisco che sono dispiaciuto. Sono contento di essere dispiaciuto, significa che sto veramente bene. Torno nella strada principale sotto il castello, incrocio tra Castlehill e Lawnmarket, per scoprire il “famoso” The Hub. Potrei scrivervi qualcosa riguardo l’edificio più alto di Edimburgo ma essendo una persona estremamente prolissa lo farò:

“Costruito tra il 1842 e il 1845 con il nome di Sala Vittoria, questo edificio serviva a far alloggiare l’assemblea generale della Chiesa di Scozia (che ignoro cosa sia). Nel 1930, la Chiesa di Scozia smette di bivaccarci e l’edificio viene usato in maniera più o meno abusiva da varie congregazioni più o meno abusive. Forse non tutti sanno che The Hub è l’edificio con la punta più alta di Edimburgo e sti cazzi. Attualmente viene sfruttato come lounge bar, costosissimo ristorante, esposizioni di opere d’arte e matrimoni che, a mio parere, chiudono il cerchio. Di non si sa cosa ma lo chiudono”

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Inizio a sentire la necessità di prepararmi per la serata imminente. Ho l’aereo alle 7.30, considero almeno 20 minuti per andare all’aeroporto e spero che ci sia un servizio mattiniero di bus (impiego circa 15 minuti ad arrivare alla stazione di Weverly con lo zaino iper pesante). Facendo due conti decido di non andare a dormire e fare tutta una sanissima tirata fino a Pisa.

Mi ritrovo con Ricardo, Rachid e Kolar, che costringiamo ad unirsi a noi, per strada raccattiamo 2 Canadesi chionze e un Russo/Canadese che ha come unico obiettivo quello di dare testate alle portiere delle macchine. Sono le 01.00 di notte e il tizio strano sparisce improvvisamente nell’oscurità, di lui non ne saprò più niente. Finisco questo racconto di viaggio con la foto della mia partenza da Edimburgo. Un’alba fresca, non tagliente, un po’ imbronciata. Avrei voluto dare una pacca sulla spalla a questa strana Alba ma alla fine, è lei che l’ha data a me. Con occhiaie infinite, zombeggio fino al bus, che fortunatamente esiste. Sono le 6.30 e sto per tornare a casa. C’est la Vie.

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Abbiamo aspettato l’alba insieme, io, Rachid e Ricardo. A sgranocchiare ciambelle ed a parlare di Vini sud africani e di carne argentina. Abbiamo parlato dei nostri futuri e di quanto sia brutto fare nuove amicizie che durano poco ma di quanto, allo stesso tempo, ne abbiamo bisogno.


CONSIGLI LOCALI COWGATE

Non mi sono dilungato troppo sulla notte (anche perché le notti sono poco da diario…) ma in compenso ho deciso di darvi qualche consiglio sui locali di COWGATE.

Situazione generale: Cowgate è una strada non troppo lunga (600 metri) che attraversa la Old Town di Edimburgo. Nonostante sia relativamente corta è piena di piccoli locali. Il più grande, il Cowdane, è arredato in stile cow-boy con musica folk. Se evitate il Venerdì e il fine settimana, le entrate di tutti i locali sono free e le consumazioni vanno dalle 2£ alle 4£ sterline. Venerdì, Sabato e Domenica, invece, tutto si trasforma. I locali hanno un costo da cartello mafioso di 3£ e le bevute vedono incrementare il loro valore di 1/2£.  C’è molta più gente, i locali sono molto piccoli e le bevute sono abbastanza acquose (anche se io effettivamente sono molto esigente sull’alcool).

Free Sisters: Consiglio questo locale perché è sempre ad entrata gratuita sebbene le bevute partano da un minimo di 5£. Il locale dispone di un ampio spazio all’aperto con annesso venditore di Burritos, bancone della birra e dei cocktail. È possibile entrare nel reparto discoteca, all’interno, sempre in maniera del tutto gratuita. La musica non è molto spinta (amanti dell’House fatevene una ragione) e rimane sul commerciale. Un posto leggero, abbastanza ampio, almeno rispetto alla concorrenza che vi permette di respirare fuori e dentro, di fumare fuori e di ingozzarvi di Burritos fino a spendere un’esagerazione. Come è successo a me.

Sneaky Petes: È il classico esempio di localino di cowden, piccolo, fumoso (macchina del fumo eh, perché dentro non si può fumare), scuro e sudaticcio. Un posto da battaglia con DJ da battaglia, uno vale, sinceramente, l’altro. Se siete degli scalmanati latin lover, è il posto che fa per voi.

PUB Generici: Hanno l’abilità di chiudere all’01.00 di notte, propongono tutti musica dal vivo ed è possibile cenarci. Li trovate in Grassmarket Street, a due passi da Cowgate ovviamente. Ce n’è uno messicano che ha della pessima sangria finta, evitate.

Non ho più altro da aggiungere se non che in italiano si scrive EdiMburgo ed in inglese EdiNburgh. Ah, ecco! avrei anche dei ringraziamenti per tutte le persone che mi hanno seguito a distanza in questi giorni e che hanno condiviso con me questa meravigliosa avventura che auguro un po’ a tutti. Le mie strampalate avventure terminano momentaneamente qui ed io ringrazio tutti, con i nomi che ricordo. E quindi grazie a:

Justin, Ricardo, Saheed, Kolar, Heidi, Megan, Alexandra, Dalila, Antonino, Maurizio, Ilaria, Irene, Luca, Erika, Tommaso, Giulia, Giada, Martina, Anita, Sara, Silvia, Diana, Virginia, Elisa, Sarah, MariaGiovanna, Enrico, a tutti quelli che fanno parte della mia famiglia (lo leggeva anche il mi nonno prima di addormentarsi! E spesso non lo finiva,comunque sono troppo pigro per elencarli uno ad uno, mi conoscono, capiranno.) e a Te che non necessiti di nome.

Alla prossima, credo.

PS: se volete rompermi le scatole, chiedermi qualcosa, condividere qualcos’altro mi trovate su facebook e all’indirizzo email filippo@lotrek.it

Have a Decent Time.

Fil.

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